Essere bambini a Milano non è facile e non lo è neanche essere genitori. Per crescere bene serve una città amica, a partire dalla qualità dell’ambiente, dalla vivibilità delle sue strade e piazze, dalle opportunità di gioco e crescita e dalla qualità dei suoi servizi educativi.

Una città ha il dovere di essere attenta a bambini e adolescenti e di pensare e progettare gli spazi e i servizi a misura di entrambi.

Nidi e asili: luoghi educativi

  • Più asili-nido e meno costosi. I nidi vanno meglio distribuiti sul territorio in base alla domanda e le rette vanno stabilite diversificando maggiormente le fasce di reddito.
  • Accesso flessibile alle scuole dell’infanzia, con la possibilità di frequenza anche solo pomeridiana e con criteri di accesso alle scuole che favoriscano la prossimità al luogo di lavoro - o ai nonni per esempio - e non solo alla propria abitazione
  • Qualità e formazione costante degli operatori; numero adeguato di educatori per alunni e per un ampio numero di ore durante la giornata. Anche in vista di questo, occorre controllare e verificare attentamente i criteri di accreditamento del privato.
  • Sostegno adeguato ai bambini più vulnerabili
  • Massima cura degli spazi, della sicurezza e del cibo che i bambini mangiano a scuola.

 

Spazi a misura di bambino

  • Luoghi pubblici più curati a partire da marciapiedi e attraversamenti, piste ciclabili, spazi verdi, strutture per bambini più belle e più diffuse, luoghi di aggregazione semplici e a misura di famiglie dove poter fare merenda, chiacchierare, leggere un giornale con la carrozzina accanto, senza sentirsi di intralcio
  • Promozione e sostegno alla diffusione di servizi auto-gestiti di aiuto alle famiglie, come babysitter condominiali o di quartiere con un servizio offerto a rotazione dalle mamme o papà del condominio/quartiere
  • Promozione e sostegno del pedibus, per l’accompagnamento a scuola dei bambini da parte di genitori volontari
  • Attività ludico-sportive gratuite ai giardinetti, in cui i bambini imparino cose nuove stando con gli altri e all'aperto

 

Per crescere insieme

  • Servono presidi educativi forti e diffusi per intervenire nei contesti di normalità e non solo nelle emergenze. Possono esserlo, per esempio:
  1. le associazioni sportive che incontrano migliaia di ragazzi e con cui il Comune può attivare convenzioni
  2. l’educativa di strada, un’esperienza chiusa precipitosamente qualche anno fa, ma che va riprogettata e rilanciata
  3. scuole aperte tutti i giorni, a tutte le ore, per offrire spazi e attività di qualità per il tempo libero dei ragazzi e delle ragazze, a cominciare dalla fascia delle scuole medie.
  • Serve un progetto quadro, per tutelare e accompagnare nel processo di crescita gli adolescenti in difficoltà e accompagnarli all’autonomia. Esso va costruito con un approccio multidisciplinare e integrato tra le varie istituzioni del pubblico, del privato sociale e del volontariato. Perché le famiglie non si sentano sole e i ragazzi e le ragazze possano chiedere aiuto.
  • Servono servizi di accompagnamento al lavoro più moderni ed efficaci, in grado di intervenire sulle fasce giovanili più disorientate e vulnerabili

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