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Avere una casa dignitosa a prezzi accessibili per chi ha un reddito normale è una delle difficoltà più grosse a Milano. Le giovani coppie e il ceto medio fanno fatica ad accedere al mercato abitativo; per gli studenti è quasi impossibile senza un forte sostegno economico alle spalle.

A maggior ragione, inoltre, per le fasce sociali più deboli, le politiche per la casa devono avere come obiettivo un forte sviluppo dell’edilizia ad affitto sociale.

E poi, accanto alla casa, tutti i quartieri devono offrire “buona vita” a chi vi risiede. Con luoghi di incontro e svago, iniziative culturali, negozi di prossimità, artigianato, presidi educativi importanti e meno improvvisati per i ragazzi.

In alcuni nostri quartieri a basso reddito incuria, degrado edilizio e sociale, delinquenza organizzata e microcriminalità, occupazioni abusive, rendono ancora difficile la vita di ogni giorno. Bisogna lavorare di più per trasformare l’immagine e la percezione stesse di questi quartieri.

 

Che fare: 

  • promuovere il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente attraverso la sviluppo dell’Agenzia per la casa, nata in questi anni, per favorire l’incontro tra domanda e offerta a canoni accessibili. Un’immobiliare sociale, sul modello già sperimentato a Barcellona e Torino, che ha come obiettivo il recupero degli 80.000 alloggi vuoti di Milano, operando tramite diverse forme di incentivo e attraverso forme di garanzia dei proprietari
  • riformare il sistema dell’edilizia pubblica per una gestione efficiente: nel patrimonio del Comune di Milano e di Aler gli alloggi vuoti, spesso da decine di anni, sono ormai più di 9.000. Vanno messi a norma e assegnati al più presto alle oltre 20.000 famiglie in lista d’attesa
  • promuovere un nuovo patto tra pubblico, privato e privato sociale (fondi immobiliari etici, fondazioni bancarie, casse previdenziali, cooperazione, etc.), per la riqualificazione dei quartieri popolari e per le nuove realizzazioni secondo i più innovativi modelli di housing sociale
  • prevedere in ogni grande trasformazione urbanistica un effettivo mix funzionale e sociale e la compresenza delle diverse forme dell’abitare (locazione a canone sociale, moderato, case per giovani coppie, affitto con patto di futura vendita, edilizia convenzionata agevolata in vendita, etc.)
  • garantire nuova centralità ai diversi quartieri, a partire dai Centri di quartiere e con programmi di intervento coordinati sull’urbanistica, sulla qualità ambientale, sulla socialità, sulle attività aggregative e sui servizi
  • sviluppare  interventi di riqualificazione e di rigenerazione urbana attraverso strumenti finanziari basati su un mix di fondi pubblici, privati ed europei e altri capaci di integrare le risorse pubbliche (dai bond comunali al crowdfunding) per investimenti mirati
  • promuovere la cura degli anziani delle case popolari, con un’assistenza infermieristica diffusa
  • favorire il mix sociale nei quartieri innovando le procedure per le assegnazioni degli alloggi
  • affiancare alla vigilanza urbana mediatori culturali per agevolare la comprensione e il rispetto delle leggi, delle regole di condominio e dei diritti e doveri dell’inquilino
  • promuovere la borsa degli spazi per tutti coloro che fanno impresa, professione e ricerca, in modo da garantire la massima occupazione degli spazi oggi vuoti o sotto-utilizzati ricercando punti di equilibrio tra domanda e offerta