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Una sala piena di cittadini, addetti ai lavori e politici. Si presentava così lo scalo Farini all'apertura della tre giorni di workshop intitolata 'Dagli scali, la nuova città' che ha l'obiettivo di consegnare delle vision della Milano del futuro a partire dagli ex scali ferroviari.

Ho aperto il confronto insieme all'assessore all'Urbanistica, Pierfrancesco Maran, e al presidente e ad di Fs sistemi urbani, società proprietaria dei terreni dei sette scali dismessi. L'inaugurazione è stata all'insegna della distensione con una stretta di mano in platea tra Emilio Battisti, docente del Politecnico e firmatario dell'appello che criticava proprio questo evento, e Carlo De Vito.

"Credo - ho detto nel corso del mio intervento - che siamo tutti consapevoli dell'occasione che abbiamo per una trasformazione lungimirante della città. E le molte preoccupazioni e aspettative di questi giorni sono segno della vitalità e dell'interesse intorno al tema. Milano è una città esigente e attenta".

Poi, illustrando il percorso che fino ad ora è stato fatto ho aggiunto che, oltre alla delibera di indirizzo già approvato dal consiglio, "ci sarà un nuovo atto del consiglio che definirà le funzioni pubbliche che avranno sede negli scali in una logica complessiva e strategica e che affronterà le questioni della mobilità e le questioni urbanistiche. Il Consiglio Comunale vuole avere un ruolo attivo, da protagonista, guidare il percorso che porterà all’accordo e seguirlo con costanza, garantendo una effettiva e trasparente ricognizione delle esigenze e delle opportunità che la realtà offre, perché si tratta di una delle partite più rilevanti che l’amministrazione dovrà affrontare. Come consiglio vogliamo avere una funzione da protagonisti per guidare e indirizzare il percorso e seguirlo con costanza, non limitandoci a dire un sì o un no".