Giovanni Falcone è stato ucciso 25 anni fa. Voglio ricordarlo con questa sua frase che indica la strada da percorrere, con lucidità e determinazione, per combattere il macrofenomeno criminale ma anche la mentalità mafiosa, clientelare, nepotistica che pervade tanta parte della nostra società:

“Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia”.

Ricordo Capaci

Quello che più mi ha colpito, delle parole di Obama di oggi pomeriggio, è come sulle diverse questioni (food policy, cambiamento climatico, contrasto alle disuguaglianze..) la prospettiva e lo sguardo fossero sempre di lungo periodo e mai ripiegate sull'oggi. La cronaca meno importante della storia e le scelte di oggi legate alle responsabilità per il futuro.
In un mondo politico in cui le "leggi della comunicazione" ci portano spesso su un tapis roulant un po' bulimico,come tanti piccoli criceti, mi è sembrato particolarmente forte e diverso. Una vera lezione di leadership e responsabilità.

 In un appartamento frutto dell'estorsione legata all'usura, oggi diventato luogo di riscatto sociale, questa mattina con Pif e Gioacchino Criaco abbiamo discusso, a partire dal loro lavoro, di come "raccontare" la mafia. Una bellissima discussione insieme a tanti cittadini. 

Pif

A Palazzo Marino la conferenza stampa di presentazione della XXII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

L'iniziativa si è svolta il 21 marzo a Quarto Oggiaro, in piazzetta Capuana alle 10,30 e contemporaneamente in tutta Italia. 

Nel pomeriggio è stato previsto un momento anche nel Carcere di Opera.

Alle 18, infine, in Consiglio comunale con consiglieri e studenti abbiamo letto tutti i nomi delle vittime innocenti, con la testimonianza di Lorenzo Sanua, figlio di Pietro, ucciso a Corsico il 4 febbraio 1995.

Mi sembrano tre scelte significative e emblematiche di quanto il clima in questa città sia cambiato.

 

In Sala Alessi a Palazzo Marino, si è tenuto l’evento ‘1947-2017. Una nuova primavera per la Cineteca’, in occasione del 70esimo anniversario di Fondazione Cineteca Italiana, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947.

L’evento, organizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale e da Fondazione Cineteca Italiana, si è aperto con un mio intervento.

Sono state proiettate tre opere provenienti dall’Archivio storico dei film della Cineteca: ‘Il museo dei sogni’ (Luigi Comencini, Italia, 1949), ‘Mediolanum’ (Ubaldo Magnaghi, Italia, 1933), ‘Cerchiamo la più bella Pin-up cinematografica del 1947 e del 1917’ (Italia, 1947).

Cineteca

Il video dell'incontro di sabato 18 marzo, con Andrea Orlando. Parole chiare (e giuste...). L'intervento di Orlando è intorno al minuto 43.

20170318 Fondazione Feltrinelli 0

Ieri abbiamo celebrato la Giornata europea dei Giusti con due momenti molto intensi. L'inaugurazione del "Giardino virtuale" in Sala Alessi e un momento di riflessione in apertura del Consiglio comunale.

Ecco il testo del mio discorso:
"Celebriamo oggi la Giornata Europea dei Giusti, istituita dal Parlamento Europeo iI 10 maggio 2012, raccogliendo la proposta di Gariwo la foresta dei Giusti, organizzazione che ha il grande merito di diffondere in Europa e nel mondo, i valori della responsabilità, della tolleranza e della difesa della dignità umana, proposta sostenuta da molti cittadini e associazioni. A partire dall’esempio di quegli uomini non ebrei che sono andati in soccorso degli ebrei minacciati dalla persecuzione nazista, questa giornata intende promuovere la memoria di tutti coloro che, mettendo a rischio la propria stessa vita, si sono opposti a genocidi, totalitarismi, violenze contro la dignità umana. È un’estensione del concetto di Giusto concepito da Yad Vashem, l'Ente nazionale israeliano per la Memoria della Shoah, e dal suo promotore, Moshe Bejski. La giornata europea viene celebrata nel giorno della sua morte, il 6 marzo.
Il principio enunciato da Yad Vashem dice che è “giusto” un uomo il quale, per aiutare un perseguitato, si assume un rischio, persino a costo della propria vita. 
Seguendo la sollecitazione di Gariwo affinché ogni Paese ricordi e onori quegli uomini e quelle donne che si sono prodigati per aiutare le vittime delle persecuzioni, anche Milano, il 24 gennaio 2003, ha istituito al Monte Stella uno spazio dedicato ai Giusti, al quale si affianca ora il Giardino Virtuale dei Giusti, che abbiamo inaugurato oggi pomeriggio in Sala Alessi.
Quello dei Giusti è un esempio per noi pieno di futuro, ci dice come il mondo possa essere salvato dai gesti concreti di ogni singolo, racchiude un’idea di salvezza e di giustizia che vale per ogni tempo. Il loro coraggio è misurato dalle vite che hanno salvato e dai pericoli che hanno corso per farlo. I loro atti sono eloquenti, non hanno bisogno di essere interpretati o spiegati. 
L’Olocausto resta un orrore unico nella storia dell’umanità, tuttavia i semi di odio che l’hanno provocato – nei quali l’ignoranza si mescolava alla prevaricazione e alla violenza, e l’indifferenza l’aveva vinta sulla compassione – quei semi sono ancora vivi nel nostro presente, pericolosamente pronti a riprodursi e a generare orrore, come tante vicende della nostra storia recente dimostrano.
Hanno messo radici attraverso la radicalizzazione delle diversità di cultura, di fede, di etnia. Attecchiscono laddove la società e la politica non sanno creare e favorire condizioni di esistenza che permettano una vita degna e produttiva. Ignoranza, povertà, marginalità, favoriscono la loro propagazione. Nei momenti di grande trasformazione, quando ansia e incertezza imperversano, la soluzione più semplice è quella di trovare qualcun altro cui addossare le colpe, qualcuno di diverso da stigmatizzare come causa delle proprie sofferenze e difficoltà. Questa è sempre stata l’origine delle peggiori efferatezze e crudeltà che abbiamo conosciuto.
Non solo l’antisemitismo è ancora vivo e pericoloso in tante parti del mondo, ma quello stesso germe di intolleranza e fanatismo alligna, in forme più o meno gravi, in tanti conflitti che minacciano le nostre società. 
La realtà di oggi, anche e soprattutto quella della nostra città, è complessa e problematica, ma è nostra ferma convinzione che persone di diversa provenienza, fede e cultura, possono vivere e prosperare insieme.
Non possiamo coltivare l’illusione di poter eliminare del tutto odio, intolleranza, razzismo, ma seguendo l’esempio dei Giusti, dobbiamo fare tutto quello che è in nostro potere perché il male non prevalga. Abbiamo tutti una responsabilità da assolvere quando il male si manifesta all’interno delle nostre comunità. È responsabilità affidata alla volontà di ogni singolo cittadino, ma ineludibile per chiunque abbia un ruolo pubblico e politico. Quella di alimentare il dialogo e l’interazione tra le diverse culture, etnie, religioni.
La lezione dei Giusti si può riassumere in semplici domande che riguardano ogni singolo: Che posizione prendo, io? Cosa posso fare, io, perché questo non accada?
Nei momenti di massimo pericolo, nessuno si trova mai in una situazione di completa impotenza. Esiste sempre la possibilità di scegliere. Il male prospera quando si resta fermi a guardare.
Non restare indifferenti di fronte al male dell’intolleranza, è il solo modo di mostrare che abbiamo imparato la lezione del passato. Significa riconoscersi nel perseguitato e prendere le sue parti, significa far causa comune con la minoranza, con coloro che vengono messi ai margini. Significa combattere contro i nostri impulsi più oscuri, opporsi a quel male da cui nessun essere umano è completamente libero.
Una leggenda ebraica, che risale al Talmud babilonese e poi si amplia nella tradizione cabbalistica, narra di 36 Giusti su cui si reggerebbe il mondo, uomini che hanno il compito di salvaguardare la presenza del bene e intervenire quando questo risulta minacciato. Si tratterebbe, secondo la leggenda, di uomini molto umili, artigiani, operai. In incognito e sconosciuti uno all’altro, utilizzano il loro potere per salvaguardare la comunità nei momenti di massimo pericolo. È una bellissima metafora del senso della responsabilità civile, della solidarietà, del sacrificio, cui ogni uomo è chiamato. È questo il senso della memoria dei Giusti, che rilancia il valore delle loro azioni e, al contempo, chiama ogni singolo alle proprie responsabilità nei confronti del mondo e degli altri esseri umani.
Vorremmo una società in cui non fosse necessario il sacrificio che fa di un uomo un Giusto, ma fino a quando questa non esisterà, il ricordo di chi ha saputo trovare il coraggio per opporsi al male, ci aiuterà a generare tra noi il coraggio che occorre per reagire agli orrori di cui l’uomo è capace.
Ricordare l’esempio dei Giusti contribuisce alla costruzione di una memoria che alimenta democrazia, pluralismo, tolleranza, all’interno di una prospettiva che veda l’Europa come una realtà di Paesi che hanno superato i nazionalismi a favore di valori condivisi che pongono la dignità umana, la pace, la prosperità comune come fondamento delle relazioni tra i popoli."

 
I Giusti del Dialogo al Giardino Monte Stella, con tanti giovani 

Insieme ad 800 studenti, una bellissima cerimonia con e per i "nuovi" Giusti: Lassana Bathily, Hamadi Ben Abdesslem, Raif Badawi, Pinar Selek, Etty Hillesum. Una cerimonia molto intensa e piena di speranza. Grazie alla tenacia e all'impegno di tutti quelli che hanno lavorato per questo obiettivo.

 

 

Eravamo davvero tanti questa mattina in Sala Alessi , per il convegno “Decidere con lo sguardo al futuro”, a parlare dei pericoli insiti nel progetto di riforma in discussione al Senato, che potrebbe portare all’abolizione dei Tribunali per i Minorenni.
Mentre ascoltavo gli interventi, pensavo ai tanti ragazzi che ho conosciuto nel mio lavoro di educatore, agli operatori del sistema della giustizia minorile (assistenti sociali, giudici, avvocati, responsabili di comunità, psicologi) con cui ho condiviso il progetto di portare un ragazzo al di fuori di un destino segnato. Molti di loro erano in sala. Tutte persone il cui lavoro ha un livello di coinvolgimento e di impatto umano e sociale che va ben al di là di una normale prestazione professionale. La loro attività è paragonabile a quella di un medico, come hanno osservato alcuni relatori. Sì è affinata negli anni, si è concentrata su uno specifico il cui obiettivo è solo il bene delle persone loro affidate. Si parla di bambini, di ragazzi, di genitori, di famiglie. Si parla delle comunità in cui vivono, il cui benessere dipende dal benessere e dall’equilibrio che gli operatori della giustizia minorile sapranno riportare nella vita di quei ragazzi e di quelle famiglie. È uno specifico di competenze e di sensibilità che rischia di essere vanificato dalla riforma in discussione. L’analisi degli aspetti tecnici e giuridici fatta dai relatori, molto approfondita e pregnante, è arrivata subito a questo nocciolo di criticità. Il timore, molto fondato, stando anche a quanto avvenuto in altri Paesi che hanno fatto un passo simile, di compromettere competenze, procedure, funzioni che hanno creato in Italia un modello giuridico di eccellenza, preso ad esempio a livello internazionale. La parola futuro, che risuonava anche nel titolo del convegno, è quella che sintetizza la responsabilità degli adulti nei confronti dei minori. Con i ragazzi ancora tutto è possibile. Le famiglie, gli adulti in difficoltà e i bambini che da loro dipendono, potranno solo avere meno garanzie se l’attuale sistema venisse meno. Saranno loro a scontare gli errori di questa riforma. Era questa la preoccupazione che si leggeva nei volti di chi ha presenziato al convegno, ed è la motivazione profonda di questo dibattito, che ci auguriamo possa estendersi a tutti i livelli della società e che la politica sappia ascoltare.

Lanci di agenzia:

Giustizia:Bichi,riforma minorile passa sopra teste operatori Presidente Tribunale Milano,'si crea mega struttura ingestibile' (ANSA) - Milano, 6 MAR - Quella della giustizia minorile "e' una riforma che passa sopra le teste degli operatori e in cui non vengono garantiti mezzi, di personale e logistici, per supportarla". Lo ha spiegato il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, parlando del disegno di legge che prevede anche l'abolizione del tribunale dei minorenni che approdera' al Senato nei prossimi giorni. Gli operatori della giustizia minorile si sono confrontati a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, nel corso di un convegno organizzato dalla presidenza del Consiglio comunale. Secondo Bichi, la riforma comporterebbe poi l'esistenza di "una mega struttura ingestibile in cui verrebbe scaricato un impegno di tipo organizzativo" sul tribunale ordinario "che non saremo in grado di gestire. Infatti c'e' un forte allarme a livello di struttura e organizzazione per questa riforma". Con la riforma infatti i tribunali dei minorisaranno inseriti in quelli ordinari, diventando una specializzazione dedicata a questi temi. "E' una riforma dettata dal pregiudizio - ha concluso Bichi - e dall'ostilita' del concetto stesso di tribunale dei minori che pero' e' realta' comune a molti Paesi". Con la riforma che trasformerebbe la giustizia dei minori in una sezione specializzata "si verrebbe a perdere l'autonomia gestionale - ha aggiunto il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori di Milano e Presidente sezione distrettuale "Associazione Nazionale Magistrati" di Milano, Ciro Cascone -. La perdita di autonomia provocherebbe un abbassamento del livello di servizio. Inoltre l'esistenza stessa di un tribunale per i minori da' il senso di una vicinanza e una tutela che si disperderebbe in un tribunale ordinario". Infine secondo il presidente emerito della Corte costituzionale, Valerio Onida, "ci sono settori in cui c'e' una forte esigenza di specializzazione normativa - ha concluso - e il processo minorile non puo' essere regolato dalle norme del processo ordinario". (ANSA). Y59-EM 06-MAR-17 13:38 NNNN

LOMBARDIA. TRIBUNALE MILANO, ASSURDO ABOLIRE QUELLO DEI MINORI

LOMBARDIA. TRIBUNALE MILANO, ASSURDO ABOLIRE QUELLO DEI MINORI BICHI: "RIFORMA DECISA SENZA CONSULTARCI"; L'APPELLO A FERMARLA. (DIRE) MILANO, 6 mar. - Abolire i tribunali per i minorenni e' "letteralmente un assurdo". Pur con toni pacati, il presidente del Tribunale di MILANO, Roberto Bichi, non e' tenero con la riforma della giustizia minorile, in discussione al Senato. Una riforma che prevede la creazione di una sezione speciale all'interno dei tribunali ordinari, eliminando l'attuale sistema in cui il Tribunale per i minorenni e' autonomo, con sue strutture, risorse e personale. Roberto Bichi e' il magistrato che, se la riforma verra' approvata, dovra' organizzare la creazione della sezione in una sede giudiziaria importante come quella di MILANO. "È una riforma che e' passata sulla nostra testa, senza essere stati consultati. E non ci vengono forniti i mezzi per realizzarla", afferma Bichi nel suo intervento al convegno, "Decidere con lo sguardo al futuro- Quale giustizia per i Minorenni e le relazioni familiari?", promosso dalla presidenza del Consiglio comunale di MILANO in collaborazione con Cnca, Cnoas e Camera minorile di MILANO. "Le esigenze per i MINORI di avere di fronte giudici e personale preparato in un luogo adatto non e' certo venuta meno. Non si capisce quindi quale sia il bonus di questa riforma". Dalla grande sala Alessi, gremita di giudici, avvocati, operatori del terzo settore, viene lanciato questo messaggio: il Senato si fermi, non approvi la riforma. L'abolizione dei tribunali per i MINORI rischia di danneggiare gli stessi MINORI e di chiudere un'istituzione che altri Paesi in Europa ci invidiano e che stanno copiando. (SEGUE) (Rer/ Dire) 13:55 06-03-17 NNNN

LOMBARDIA. TRIBUNALE MILANO, ASSURDO ABOLIRE QUELLO DEI MINORI -2-

LOMBARDIA. TRIBUNALE MILANO, ASSURDO ABOLIRE QUELLO DEI MINORI -2- (DIRE) Bologna, 6 mar. - "Si tratta di temi sui quali nelle prossime ore il Senato sara' chiamato a prendere importanti decisioni- commenta Lamberto Bertole', Presidente del Consiglio comunale di MILANO-. Per questo riteniamo fondamentale contribuire con un confronto tra le migliori competenze ed esperienze, perche' si decida bene e senza compromettere un sistema di cui tutto i Paese e' orgoglioso". Nei mesi scorsi una petizione on line ha raccolto oltre 23mila firme, che sono state inviate ai senatori. In questi giorni un'analoga petizione e' stata sottoscritta da oltre 300 tra giuristi, avvocati, giudici, politici e operatori del terzo settore. "Il Senato deve rivedere il disegno di legge, la riforma non puo' passare cosi' com'e' stata concepita finora", conclude Lamberto Bertole'. (Dires - Redattore Sociale) (Rer/ Dire) 13:55 06-03-17 NNNN

***

I documenti del convegno

DECIDERE CON LO SGUARDO AL FUTURO
Quale Giustizia per i Minorenni e le relazioni familiari?
Lunedì 6 marzo 2017
Palazzo Marino, Sala Alessi, Piazza della Scala 2 - Milano

Video - Parte prima

Minuto

Apertura Lamberto Bertolé, Presidente Consiglio Comunale di Milano

5.54        Roberto Bichi, Presidente del Tribunale di Milano

19.08      Filomena Albano, Garante Nazionale Infanzia e Adolescenza (intervento letto da Liviana Marelli, Rappresentante del Coordinamento Comunità di Accoglienza)

23.22      Associazione Agevolando: Le richieste dei Giovani cresciuti fuori famiglia

28.30      Bianca La Monica, Già Presidente Sezione delle Persone, dei Minori, Famiglia Corte di Appello di Milano

43.24      Joseph Moyersoen, Presidente della sezione europea dell’AIMJF – Associazione internazionale dei magistrati i minorenni e per la famiglia

55.28      Luca Villa, Magistrato del TM di Milano

1.13.10   Ciro Cascone, Procuratore della Repubblica presso il TM di Milano e Presidente Sezione distrettuale “Associazione Nazionale Magistrati” di Milano

1.27.20   Grazia Cesaro, Presidente della Camera Minorile di Milano

1.45.10    Susanna Galli, Segretario Generale AIMMF – Associazione Italiana dei Magistrati i Minorenni e per la Famiglia

1.57.30    Maria Carla Gatto, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Brescia 

 

Parte seconda

Minuto

4.20       Annunziata Bartolomei,Vice - Presidente CNOAS Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali

19.00    Cristina Maggia, Vice Presidente AIMMF Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia

38.45    Armando Spataro, ex magistrato e procuratore della Repubblica (intervento letto da Laura De Rui, avvocato, Camera Minorile Milano)

42.30    Paolo Tartaglione, Referente “Infanzia, Adolescenza e Famiglie” del CNCA Lombardia

1.02.20 Valerio Onida, Giurista, già Presidente della Corte Costituzionale

1.26.05 Anna Maria Caruso, Garante Infanzia e Adolescenza di Milano

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Le fotografie

 

***

Un mio intervento, realizzato nel corso di una puntata della trasmissione Memos di Radio Popolare dedicata alla questione, si può ascoltare qui.

 

 

La mia introduzione e l'intervento di Carlo Sini

L'intervento di Valerio Onida

Il dibattito

 

È stata una bella giornata di lavoro.

Ho introdotto così la sessione pubblica dell’incontro sul tema ‘Le assemblee rappresentative tra crisi di ruolo e strategie di rilancio. Il punto di vista degli Enti locali’: "Vogliamo dare il via ad un percorso di condivisione e confronto con i Consigli comunali dei Comuni capoluogo delle Città metropolitane. Questo non sarà un evento isolato, ma l’inizio di un percorso di collaborazione e di confronto per condividere le esperienze, i punti di vista, le proposte e le prospettive sul ruolo delle assemblee rappresentative. 

Il testo del mio intervento in Consiglio, oggi, in occasione del Giorno del Ricordo:
"Signor Sindaco, Assessori, colleghi Consiglieri, rappresentanti delle Associazioni qui presenti, cittadini, abbiamo deciso di aprire i lavori del Consiglio comunale di oggi, 10 febbraio, dedicandolo alla celebrazione della Giorno del Ricordo.

Giorno che intende tenere viva la memoria di quanto sofferto dagli italiani nella provincia di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate, durante la seconda guerra mondiale e nel periodo immediatamente successivo, è un momento di riflessione su una delle pagine più dolorose e tragiche della nostra storia, che deve aiutarci a sostenere e riaffermare le nostre conquiste di libertà e civiltà.

Oggi è la prima giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo a scuola.

Guardate che bella questa foto! Un musulmano e un ebreo con in braccio i loro figli.

Pochi giorni fa salendo su un vagone della metropolitana, a New York, i viaggiatori si sono trovati di fronte a una scena che li ha ammutoliti. I finestrini e i pannelli pubblicitari erano ricoperti da scritte e simboli antisemiti.

Una società che per crescere mangia se stessa e si autodistrugge, è un rischio che dobbiamo scongiurare. Tanti sono i fatti che alimentano questa impressione. Uno di questi è il pesante inquinamento dell'aria della nostra città.

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