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Zygmunt Bauman ha dato con la sua opera una straordinaria chiave di lettura della società attuale, che definiva "liquida", mettendone in risalto le ripercussioni nella vita di tutti noi, in termini di frammentazione, solitudine, precarietà.

Era una lettura volta non ad assecondare le ansie e la paura che ne possono derivare, su cui tanti politici spregiudicati oggi speculano per i loro interessi di parte. Al contrario, il dato di questa realtà esistenziale diventava per Bauman lo stimolo per volgersi all'"altro" e alla solidarietà, come dimostrano le sue posizioni sui migranti e sui rifugiati.

Una lezione che affondava nella sua esperienza diretta della barbarie del nazismo, che ha guidato il suo pensiero, così come è accaduto per un altro dei grandi pensatori del secolo scorso, Emmanuel Lévinas.

È un insegnamento che a mio giudizio deve guidare una politica intesa come costruzione di tessuto sociale, contrasto all'ingiustizia, salvaguardia dei diritti dei singoli, contro lo smarrimento e la disperazione che tante situazioni nella nostra società producono.

Bauman