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Nel corso della conferenza “La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro Tempo”, è stato presentato il ciclo di incontri organizzato da Gariwo - Foresta dei Giusti.

Si tratta di un altro importante contributo di Gariwo alla crescita di quello che ormai è un vero e proprio movimento culturale.

L'obiettivo, ambizioso, visionario e profetico, è quello di definire una "Carta dei valori" per questo nostro difficile tempo, a partire dalla responsabilità personale e contro la cultura dell'odio.
Una bella coincidenza averlo fatto oggi, nel 40° anniversario di Charta 77. La strada giusta per coinvolgere le nuove generazioni e costruire speranza.

Qui di seguito la traccia da cui ho sviluppato il mio intervento, che ho poi esteso parlando anche del coraggio degli adolescenti, i quali cercano in modo anche naïf l'impossibile.


"La leggenda ebraica dei 36 Giusti, che risale al Tamud babilonese e poi si amplia nella tradizione cabbalistica, parla degli uomini su cui si reggerebbe il mondo, avendo loro il compito di salvaguardare la presenza del bene e intervenire quando questo risulta minacciato.

Si tratterebbe, secondo la leggenda, di uomini molto umili, artigiani, operai. Del tutto in incognito e sconosciuti uno all’altro. Utilizzano il loro potere per salvaguardare la comunità al momento del bisogno, ritornando poi alla clandestinità una volta portato a termine il loro compito.

È una bellissima metafora del senso della responsabilità civile, della solidarietà, del sacrificio, cui ogni uomo è chiamato quando la comunità risulta in pericolo, soggetta a minacce che ne minano l’esistenza o ne compromettono i fondamenti di umanità.

È quello che è avvenuto con la pagina di storia della Resistenza, dove giusti sono stati tutti coloro che hanno lasciato la loro posizione nella società per assumersi la responsabilità di contrapporsi al male del nazifascismo, per poi tornare, una volta ripristinata la libertà e le condizioni di una convivenza civile e democratica, alla loro “clandestinità” di cittadini comuni.

Non sapevano di essere dei giusti, erano uomini come tutti, e come nella leggenda il riconoscimento della loro azione è potuto avvenire solo dall’esterno”, da coloro che hanno beneficiato del loro sacrificio. Questo è il senso della memoria civile insito in un’istituzione come quella di un Giardino loro dedicato, il quale rilancia il ricordo e il valore delle loro azioni ma al contempo chiama ogni singolo alle proprie responsabilità di cittadino".

Giusti