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Il Premio Giorgio Ambrosoli 2019 è stato assegnato oggi al Piccolo di Milano, con una cerimonia davvero intensa e fonte di grande ispirazione e tensione ideale si è parlato di Responsabilità, Integrità e Professionalità. Tre chiavi fondamentali per affrontare i compiti e le responsabilità che ciascuno è chiamato a svolgere nella società.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato portando un suo contributo alto alla cerimonia ed è stato davvero un onore accoglierlo a Milano.

Questo il video del mio discorso:

Al link www.premiogiorgoambrosoli.it potete trovare il video dell'intera cerimonia.

“Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [... ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa” - come scriveva Giorgio Ambrosoli in una lettera alla moglie. Quest'anno ricorre il 40° anniversario del suo assassinio.

Il Premio assegna riconoscimenti a persone, o gruppi di persone - in particolare della pubblica amministrazione e delle imprese - che su tutto il territorio nazionale si siano contraddistinti per la difesa dello stato di diritto tramite la pratica dell’integrità, della responsabilità e della professionalità, pur in condizioni avverse a causa di “contesti ambientali”, o di situazioni specifiche, che generavano pressioni verso condotte illegali.

Questo il testo del mio discorso:

Signor Presidente della Repubblica, cara Annalori, cari Francesca e Umberto, cittadine e cittadini,

è un vero piacere essere tra voi e portare il saluto del Comune di Milano a questa cerimonia.

Il Sindaco in questi giorni è a Losanna per sostenere la candidatura italiana ad ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 e non può essere presente di persona come avrebbe voluto. Vi porto il suo saluto ed esprimo un ringraziamento particolare al Presidente Mattarella: la sua presenza è un onore per la città e testimonia la grande attenzione delle Istituzioni al più alto livello sui temi fondamentali della lotta alla corruzione e dell’affermazione della legalità.

Giorgio Ambrosoli è una figura di cui Milano e tutto il Paese sono fieri. I premi che vengono consegnati oggi in occasione del 40esimo anniversario del suo assassinio costituiscono un importante omaggio alla sua memoria che si somma alle tante dimostrazioni di affetto e di riconoscenza da parte di Istituzioni e cittadini. Milano in questi anni ha voluto ricordarlo iscrivendo il suo nome nel Famedio dei cittadini illustri, attribuendogli la massima onorificenza cittadina, istituendo nel 2000 una borsa di studio dedicata a giovani ricercatori impegnati sui temi della legalità e della lotta alla corruzione, ma soprattutto “facendo memoria”, coinvolgendo le giovani generazioni, promuovendo consapevolezza sul senso della sua storia, andando così oltre le semplici commemorazioni.

La vicenda di Giorgio Ambrosoli rappresenta infatti, a mio modo di vedere, un punto di svolta centrale della storia recente della nostra città e del nostro Paese. Quella di Ambrosoli è una figura emblematica, capace di riassumere in sé valori fondamentali: il rispetto assoluto per le regole e per le Istituzioni e la volontà di garantire al sistema delle imprese e alla pubblica amministrazione le condizioni migliori per creare nella legalità ricchezza, benessere, progresso a vantaggio dell’intera comunità.

Sono temi che, grazie anche al suo lavoro e al suo esempio, hanno informato l’attività del Comune di Milano in questi anni e fatto dell’affermazione della legalità, del contrasto ad ogni forma di corruzione e della creazione di anticorpi contro il malaffare un punto fermo e irrinunciabile dell’azione politica e amministrativa in questa città.

Milano oggi sta vivendo oggettivamente una fase molto positiva, pur nelle tante difficoltà e sfide che il mondo contemporaneo ci pone. Credo davvero che gran parte di questo successo dipenda proprio dal clima di fiducia che attraversa la società, dalle Istituzioni al sistema delle imprese, una fiducia che funge da volano della vita sociale ma anche da argine nei confronti di aspetti deteriori – la chiusura al nuovo, il ripiegamento su se stessi, l’insicurezza sul futuro.

In questi anni Milano ha dimostrato che è possibile fare scelte difficili e importanti, realizzare eventi e investimenti anche considerevoli, rimanendo sempre nella legalità. Abbiamo dimostrato che il malaffare, le infiltrazioni della criminalità, la commistione di interessi privati nella gestione della cosa pubblica, non sono inevitabili.

Sono convinto che sia innanzitutto la politica che deve fare propria e interpretare fino in fondo l’eredità di Giorgio Ambrosoli. Quella politica e quelle Istituzioni che quarant’anni fa lasciarono solo di fatto Ambrosoli nella sua difesa strenua delle regole e dell’interesse collettivo. Giorgio Ambrosoli non era un politico, ma il suo intendere il lavoro come servizio allo Stato e alla collettività unito al rispetto incondizionato delle regole sono quanto di più politico ci possa essere.

Spetta a tutti noi dimostrare agli italiani che una politica intesa come coscienza civile, rispetto del diritto, difesa della libertà, lotta agli abusi e impegno per il bene comune esiste ed è possibile.

Concludo ringraziando nuovamente a nome di tutta la Città il Presidente Mattarella e tutti i presenti.

Voglio però dedicare un ringraziamento particolare ai veri protagonisti di questa cerimonia.

Oggi premiamo infatti cittadini che nella loro vita, nella società e nel lavoro hanno tradotto in pratica quotidiana l’eredità di Giorgio Ambrosoli e ne hanno interpretato fino in fondo i valori. Il loro lavoro, la loro competenza, la loro coscienza civica rappresentano una garanzia formidabile per il futuro del nostro Paese: è grazie a cittadini come loro che l’Italia potrà finalmente liberare tutte le sue energie e le sue potenzialità e tornare a crescere nella legalità.

Grazie a tutti e a tutte,

                                                                                              Lamberto Bertolè