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Questa mattina abbiamo onorato con l'iscrizione al Famedio dodici persone che hanno dato un contributo importante alla nostra città. Un momento importante per esprimere riconoscenza e gratitudine, ma anche per rafforzare la nostra consapevolezza sull'identità della comunità milanese.

 Questo il mio discorso:

"Signor sindaco, care e cari milanesi, amiche e amici,

oggi ci troviamo in questo luogo sacro per onorare e ricordare dodici nostri concittadini; uomini e donne, nati a Milano o che a Milano hanno trascorso tanta parte della loro vita, che hanno fatto onore a questa città con le loro opere, il loro ingegno e il loro impegno, in Italia e nel mondo.

Quella che emerge dalle biografie e dall’eredità dei cittadini che oggi iscriviamo al Famedio è una Milano generosa, colta, intraprendente. Una città che è cresciuta grazie all’apporto e al contributo di sensibilità diverse e di diverse culture che qui hanno trovato l’ambiente ideale per esprimersi, per creare, per dare i frutti migliori in ogni campo della vita civile.

Qui nel Famedio ci sono l’arte, la scienza, la creatività, la storia, la musica, la solidarietà, l’ingegno di Milano. Soprattutto c’è l’espressione tangibile di una città viva, aperta, generosa, libera, che ha saputo mettere al servizio di un progetto di crescita comune le eccellenze dei singoli.

Voglio ricordare uno ad uno questi nostri grandi concittadini, perché è dal loro lavoro che emerge con forza la ricchezza che la nostra città è capace di esprimere.

C’è la Milano dell’arte, della cultura e della comunicazione rappresentata da figure esemplari come Rachele Bianchi grande artista, pittrice e scultrice, Gillo Dorfles critico d'arte e uomo di cultura di levatura internazionale o Inge Feltrinelli, editrice e protagonista della vita culturale milanese; e poi ancora Maria Grazia Perini, giornalista, scrittrice e sceneggiatrice, il grande giornalista Mario Cervi e Elisa Penna giornalista e fumettista. Tra i milanesi iscritti quest’anno al Famedio per il loro impegno sociale, civile e solidale c’è Antonio Iosa il fondatore e animatore del Circolo Culturale Perini, Paola Marozzi Bonzi fondatrice del Centro di Aiuto alla Vita presso la Clinica Mangiagalli e Libero Traversa, partigiano e uomo politico. Il Famedio accoglie oggi figure di grande valore che si sono distinte nei campi più vari, da Luigi Dadda, ricercatore, accademico e vero pioniere delle Scienze informatiche in Italia e nel mondo, a Giancarlo Garbelli, un grande campione di pugilato, a Antonio Virgilio Savona cantautore e musicista, famoso come componente del Quartetto Cetra.

Queste persone, con la loro vita e le loro opere, sono l’espressione di una società sana e vitale che possiede la forza e le energie per superare ogni difficoltà e guardare al futuro con ottimismo.

Essere riuniti oggi nel Famedio di Milano significa quindi ritrovare la parte migliore di noi stessi.

Significa riappropriarci di un sano orgoglio comune per tutto quello che Milano è stata capace di costruire negli anni passati.

Significa guardare al domani, prendendo atto delle straordinarie potenzialità che possediamo e che aspettano solo di dispiegarsi per dare il loro apporto alla costruzione di un futuro migliore.

Anche quest’anno le personalità scelte dalla Commissione del Comune per le onoranze al Famedio nascono da un voto concorde e unanime: si tratta di un esempio dello spirito che ci deve animare ed è un bel segnale di responsabilità per la città.

Da questa cerimonia deve infatti uscire rafforzata e consolidata in tutti noi la consapevolezza di essere parte di un'unica comunità, ricca di tante, diverse di sensibilità, idee, opinioni e aspirazioni; una comunità dove ciascuno lavora e si impegna per realizzare i propri sogni e le proprie ambizioni, contribuendo allo stesso tempo con la propria unicità al progresso e al bene comune.

In ciascuno dei nomi che celebriamo oggi, tutta Milano riconosce i valori comuni che ci uniscono.

Spetta a noi far sì che la grandezza di chi riposa o è ricordato qui nel Famedio continui a vivere e dare i suoi frutti. Spetta a tutte le donne e a tutti gli uomini milanesi costruire quotidianamente, con il proprio lavoro e il proprio ingegno, sviluppo, sapere, innovazione, cultura, pace e solidarietà".