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Si è da poco concluso la posa delle 28 Pietre d'inciampo di quest'anno.
Personalmente ho partecipato a quasi tutte le cerimonie di queste giornate e devo dire che è stata un'esperienza molto, molto intensa. Abbiamo attraversato la città, incontrato tantissime persone, di generazioni (dagli 0 ai 101 anni...) e provenienze diverse.

Ogni cerimonia è stata diversa dall'altra, perché diverse sono state le persone che abbiamo voluto ricordare. Un elemento ha però legato tutti questi momenti: l'incontro tra i familiari che spesso hanno custodito in tutti questi anni il ricordo e le biografie dei loro cari e nella loro intimità con i ragazzi e le ragazze, a volte bambini, che hanno "adottato" le loro storie e che ora hanno il compito di difenderne la memoria. Tutto questo su uno spazio pubblico, al momento della posa della pietra sui marciapiedi della città.
Si tratta di un dispositivo della memoria potentissimo, "scomodo", non consolatorio, che apre a domande e bisogno di capire. Grazie di cuore a Marco Steiner e al Comitato pietre d'inciampo,all'artista Gunter Demnig, a Roberto Cenati, ai tecnici del Nuir, ai molti insegnanti coinvolti, ai parenti, ai condomini, ai ragazzi e alle ragazze.
(le fotografie sono di Andrea Cherchi)