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Oggi è stato l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. Mi sono fermato a salutare e ringraziare le persone del presidio "A scuola" che tutti i giorni hanno difeso la centralità e il primato della scuola. Per il nostro futuro e per una società più giusta e democratica.
Ho condiviso con loro questa riflessione. Non è stata la pandemia a mettere la scuola in secondo piano. Questa crisi ha solo amplificato e reso più evidente un problema profondo e che viene da lontano: la scuola non è una priorità per le classi dirigenti di questo Paese da molto tempo. E non mi riferisco solo alla politica. Troppo facile. È un problema molto più diffuso e radicato.
 
Speriamo che lo shock che stiamo attraversando ci porti a cambiare radicalmente punto di vista e che la scuola venga pensata e ripensata come un grandissimo investimento di libertà, felicità, giustizia e democrazia.
 
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