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CARCERI:SEVERINO,24MILA DETENUTI IN ATTESA GIUDIZIO 'SITUAZIONE INACCETTABILE, CELLA DEVE ESSERE EXTREMA RATIO' (ANSA) - ROMA, 25 GEN - Quella delle carceri in Italia e' una situazione ''drammatica'', che provoca sentimenti di ''amarezza e sconforto''. Ecco i numeri aggiornati dell'emergenza dietro le sbarre: 64.789 detenuti, con ben 18.661 'esuberi' rispetto ai posti disponibili e 24mila in attesa di giudizio. A rilanciare l'allarme per le condizioni degli istituti di pena sono il ministro della Giustizia Paola Severino ed il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, nei loro interventi alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. E' ''inaccettabile'', ha scandito Severino, che il 36% dell'intera popolazione carceraria sia ancora in attesa di giudizio e, tra questi 24 mila, la meta' sia al primo grado. Il tempo avuto a disposizione da questo Governo per fronteggiare il problema e' stato breve, ma, ha sottolineato il Guardasigilli, ''ciò non deve essere una scusante. Si deve e si può fare di più, sia nell'impegno amministrativo quotidiano, sia nell'impegno legislativo, con provvedimenti di cui dovranno in parte farsi carico anche il nuovo Governo ed il nuovo Parlamento, con decisioni che, voglio sperare, non siano condizionate da fatti di cronaca mediaticamente enfatizzati ma, al contrario, trovino alimento nei principi costituzionali della presunzione di innocenza e della finalitÖ rieducativa della pena''. L'uscita dall'emergenza, secondo il ministro, va trovata attivando tre azioni sinergiche: una sostanziale depenalizzazione, una nuova e più flessibile regolamentazione delle misure alternative al carcere ed un nuovo sistema digestione dell'edilizia carceraria. Severino ha quindi plaudito alla circolare emessa dal procuratore capo di Milano che ha invitato i magistrati ad un uso piu' esteso delle misure alternative alla detenzione: ''confido - ha detto - che indicazioni simili possano essere diffuse in tutti i tribunali. Dovranno essere ricercate soluzioni che, facendo salve le esigenze di sicurezza della collettivita', valorizzino la funzione rieducativa della pena, riaffermando l'idea del carcere come extrema ratio''. Sulla stessa linea la relazione di Lupo, che ha ricordatol'ultima condanna per violazione dei diritti umani, emessa questo mese dalla Corte europea, che ordina all'Italia di trovare una soluzione adeguata entro un anno. Nonostante gli interventi che il governo ''e' riuscito faticosamente a realizzare'', Lupo ha lamentato che sono ancora troppi i 65mila detenuti e che c'e' un eccessivo ricorso alla custodia cautelare. Anche il primo presidente della Suprema Corte si e' poi rivolto ai magistrati chiedendo un minore ricorso alla carcerazione delle persone arrestate o indagate ed un maggiore utilizzo delle misure alternative alla detenzione in carcere. (ANSA).

Con la nomina da parte del Sindaco si chiude una fase importante del lavoro che come sottocommissione carcere abbiamo portato avanti in questi 15 mesi. L'istituzione di questa figura è stata fortemente voluta dalla sottocommissione carcere e approvata nel corso della seduta straordinaria del consiglio comunale a San Vittore.

Alessandra Naldi per i prossimi tre anni avrà il compito difficile di rispondere alle molte aspettative e alle grandi difficoltà che il sistema penale del nostro territorio presenta. La recente condanna da parte della Corte europea di Strasburgo richiede un intervento legislativo forte e coraggioso da parte del prossimo parlamento per potenziare le misure alternative, depenalizzare alcuni reati. Da parte nostra pensiamo che la nostra città, nel frattempo, abbia bisogno di una forte regia pubblica dei molti interventi e delle risorse in campo, della promozione di una cultura diffusa sul senso della pena e sul rapporto tra il carcere e la città. Proprio oggi, nel corso di un importante incontro con i detenuti, insieme ad Alessandra Naldi, abbiamo sentito l'urgenza di porre la questione carceraria al centro dell'agenda politica dei prossimi mesi. Auguriamo al nuovo Garante di svolgere una funzione importante per ristabilire diritti disattesi, promuovere processi di integrazione e coesione sociale e sensibilizzare l'opinione pubblica. Lamberto Bertolè - presidente sottocommissione Carcere del Comune di Milano Mirko Mazzali - vicepresidente sottocommissione Carcere del Comune di Milano  
Vi segnalo tre iniziative di confronto a cui parteciperò questa settimana. Le prime due promosse dall'Assessorato alle Politiche sociali nell'ambito del II Forum delle politiche sociali milanesi, la terza promossa dai Comitati per Milano - Zona 1: 1) mercoledì 16, dalle 9,30 presso la Casa Circondariale di San Vittore (per evidenti ragioni l'ingresso è riservato): La città incontra i detenuti delle carceri di San Vittore, Opera, Bollate Intervengono Flavia Croce, Daniela Giustiniani, Riccardo Farina, Pierfrancesco Majorino, Corrado Mandreoli, Gloria Manzella, Mirko Mazzali, Massimo Parisi, Giacinto Siciliano, Claudio Sileo, rappresentanti di PRAP, UEPE, CGM, Magistratura di sorveglianza Coordina Lamberto Bertolé 2) venerdì 18, ore 18,00 presso l'Acquario Civico - Sala Vitman - Viale Gadio, 2 “Cenni di cambiamento”: nuove politiche dell’abitare Intervengono Lucia Castellano, Assessore alla Casa, Demanio, Lavori pubblici Lucia De Cesaris, Assessore all’Urbanistica, Edilizia privata Pierfrancesco Majorino, Assessore Politiche Sociali e Cultura della salute Giordana Ferri, Angelo Foglio, Don Gino Rigoldi, Felice Romeo, Katarina Wahlberg Coordina Lamberto Bertolè 3) domenica 20, dalle14 alle 20 presso Chiama Milano, largo Corsia dei Servi 11 "Bookcrossing per le carceri di Milano" Per scambiare libri - raccogliere libri da donare alle biblioteche delle carceri di Milano - ragionare insieme dei problemi delle carceri e della detenzione, In particolare raccoglieremo per donare libri di: poesia, narrativa recente, gialli e testi in lingua straniera. Interverranno: . Lamberto Bertolé, presidente della Sottocommissione Carceri del Comune di Milano . Mirko Mazzali, presidente della commissione Sicurezza e Coesione sociale, Polizia locale, Protezione civile e Volontariato del Comune di Milano . Alessandra Naldi, responsabile dell’associazione Antigone Lombardia . Don Gino Rigoldi, cappellano dell’istituto penale per minorenni Beccaria e presidente dell’associazione Comunità Nuova . Laboratorio di Scrittura Carcere di Opera, che leggerà brani dal libro “Parole che sprigionano”, frutto del lavoro del Laboratorio Aperitivo dalle ore 18 Spero di vedervi il 18 o il 20.
Tra i molti articoli che hanno commentato la condanna inflitta all'Italia dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per "l'inumano e degradante sovraffollamento" delle nostre carceri, quello di Zagrebelsky mi sembra molto significativo. Come ha detto il ministro Severino, "non è consentito a nessuno fare campagna elettorale sulla pelle dei detenuti". Il prossimo parlamento dovrà fare quello che non è stato fatto, colpevolmente, da quello uscente.

Comunicato stampa
Bertolè a De Corato: non strumentalizziamo la situazione delle carceri

Anche io ho letto, come il consigliere De Corato, i dati sulla situazione delle nostre carceri. Sono d'accordo con lui... Sono dati che devono far riflettere molto. 
Le mie riflessioni sono però di tutt'altro segno. Questi dati allarmanti sono frutto di un sistema normativo criminogeno a cui lo stesso consigliere De Corato ha dato un contributo (legge Fini-Giovanardi, Bossi-Fini, ex Cirielli, tra le altre).
È il momento di una riflessione "alta" sul nostro sistema penale, cercando, se possibile, di non strumentalizzare questa situazione drammatica per finalità elettorali e di propaganda. Abbiamo bisogno di aprire uno spazio di confronto e discussione per proporre iniziative per rendere l'esecuzione penale coerente con l'articolo 27 della nostra Costituzione, per costruire maggiore sicurezza e coesione sociale attraverso un sistema in grado di abbattere le recidive e favorire il recupero e il reinserimento delle persone che hanno commesso un reato. 
Le dichiarazioni in merito del Sindaco Pisapia nella giornata di ieri mi sembrano un ottimo modo di iniziare questo lavoro. Quelle di De Corato di oggi decisamente meno.
 
Lamberto Bertolè
Presidente sottocommissione Carcere - Comune di Milano
 
Per la cronaca, De Corato oggi ha dichiarato questo:
CARCERI: DE CORATO "A SAN VITTORE SU 100 DETENUTI 62 SONO STRANIERI"
MILANO (ITALPRESS) - 
"Secondo i dati che ieri sono stati diffusi
dall'Europa, secondo il rapporto Antigone, A San Vittore su 100
detenuti vi sono 62 stranieri. Riccardo De Corato, Vicepresidente
del Consiglio Comunale commenta i dati diffusi dall'Europa sul
sovraffolamento delle carceri. "E' una cifra che dovrebbe far
meditare tutti i ben altri e buonisti che asseriscono come non vi
sia alcuna correlazione tra l'aumento della criminalita' straniera
e la presenza a Milano di una delle percentuali piu' alte di
stranieri sia di clandestini, sia di regolari. Basti pensare che
secondo i dati del censimento Istat 2011, confrontati con gli
accertamenti del settore Statistica del Comune,pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale indica che il 9 Ottobre dell'anno scorso a
Milano, risiedevano un milione 242 mila 123 persone, gli stranieri
sono 176.303 pari al 14,2%. Piu' che raddoppiati rispetto al 2001,
mentre rispetto al 1991 sono cresciuti di oltre 150.000 unita'
(moltiplicandosi in 20 anni di oltre 6 volte). Al contrario a
Milano gli italiani sono diminuiti negli ultimi 10 anni sono
calati di oltre 100.000 unita' (-8,8%) e negli ultimi 20 anni di
oltre 6 volte. Chi parla in maniera molto affrettata di un
immigrazione che porterebbe solo dei benifici alla nostra citta',
come in molti casi fa' la maggioranza di centro-sinistra a Milano
dovrebbe tenere molto bene in mente questi dati che provengono
dall'Europa e dall'ultimo censimento e dall'Ufficio statistica del
Comune".

Giuliano Pisapia, oggi, sulla sentenza della Corte di Strasburgo che condanna l'Italia:

"La sentenza di condanna per l’Italia da parte della Corte di Strasburgo, sul tema del sovraffollamento delle carceri, era, purtroppo, prevista e prevedibile. Si conferma, ancora una volta, come una riforma complessiva del sistema penale, partendo dalla necessità di un nuovo Codice che sostituisca quello vigente che risale al periodo fascista, non sia più procrastinabile. Le carceri scoppiano e sono sempre più disumane, in aperto contrasto con l’art. 27 della Costituzione. Una vera riforma della Giustizia è ormai un problema strutturale, non emergenziale e va dunque risolto con misure altrettanto strutturali. In particolare, sono convinto, che si debba puntare con determinazione a uscire dalla logica per cui il carcere sia l’unica sanzione penale. Come dimostra l’esperienza, infatti, vi possono e vi debbono essere, evidentemente in presenza di reati non di sangue e di non grave allarme sociale, pene più efficaci a livello preventivo e repressivo. Ciò, oltretutto, farebbe diminuire la recidiva, il numero dei reati e, nel contempo, accelererebbe i tempi della Giustizia tutelando meglio le vittime dei reati.
Come ha giustamente ricordato il Garante dei detenuti del Lazio in Parlamento è ferma da tempo una proposta di riforma elaborata dalla Commissione ministeriale, che ho avuto l’onore di presiedere, composta da numerosi professori universitari, avvocati e magistrati. Salvo alcune indicazioni recepite a larga maggioranza, quella riforma non ha mai visto la luce, ma risponde esattamente a quanto chiede la Corte Europea dei diritti umani: il progetto di riforma del Codice Penale prevede, infatti, pene principali diverse da quelle carcerarie e quindi già irrogate dai giudici di merito, quali detenzione domiciliare, pene interdittive, pene prescrittive, messa alla prova anche per imputati maggiorenni, lavori socialmente utili o finalizzati al risarcimento dei danni. Il carcere, che è un’istituzione totale deve essere l’ultima ratio. Tutto ciò, naturalmente, non in presenza di reati di sangue o di gravi condotte penalmente rilevanti."

Alcuni spunti per ricostruire il welfare della Prossima Lombardia. Spero che le poche settimane che ci separano dal voto siano un'occasione per aprire uno spazio di riflessione e pensiero su questi temi.

Equità, diritti, coesione sociale si costruiscono promuovendo una nuova cultura del welfare anche fuori dagli ambiti più settoriali degli addetti ai lavori. Dobbiamo promuovere una cultura capace di riconoscere che il "sociale" non è una spesa, è un investimento: ogni euro investito ne restituisce tre.  La politica, spiace dirlo, su questo è molto indietro. In quest'ottica mi sembra utile diffondere questo appello promosso da molte realtà del Terzo settore italiano. APPELLO AL SENATO PER LE POLITICHE SOCIALIImage Esiste un’emergenza grave nel nostro Paese: è lo stato delle politiche sociali. Anni di progressivo abbandono, ripetuti tagli (- 92% in cinque anni a Fondi sociali), riforme annunciate e rinviate, hanno relegato l’Italia agli ultimi posti in Europa in quanto a protezione sociale. Un Paese con un welfare debole non cresce nemmeno economicamente. Questo è l’allarme che la Rete interassociativa “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ma lanciato, per l’ennesima volta, il il 31 ottobre durante la mobilitazione in Piazza Montecitorio. Abbiamo incontrato, in quella occasione, tutti i capigruppo della Camera dei deputati evidenziando le preoccupazioni e proposte sulle politiche sociali in Italia. Il timido rifinanzimento del Fondo per le politiche sociali e per la non autosufficienza è del tutto inadeguato alla dimensione e alla complessità di un problema che attraversa l’Italia e colpisce i suoi Cittadini, specie quelli più esposti: gli anziani, le persone con disabilità, i senza-lavoro, i migranti e le famiglie che sempre più numerose varcano la soglia della povertà. Al Senato chiediamo una svolta che dia fiducia a tanti cittadini, favorisca la coesione e l’equità, rilanci davvero l’economia: aumentare già nella legge di stabilità le disponibilità finanziare dei Fondi sociali, ripensare alle politiche sociali, approvare celermente riforme importanti come la definizione dei livelli essenziali di assistenza e il piano per la non autosufficienza. Inoltre chiediamo che dal disegno di legge di stabilità vengano eliminate che misure che inesorabilmente danneggerebbero gravemente molti cittadini già in difficoltà. Il disegno di Legge prevede infatti l’ennesimo taglio lineare della spesa in ambito sanitario innalzando al 10% (oggi è del 5%) la riduzione degli oneri per i contratti di prestazione di servizi. Il che significa che verranno erogati ai Cittadini meno servizi o servizi di qualità inferiore. Questa misura colpisce indistintamente le persone, anche quelle che necessitano strettamente di interventi di riabilitazione come molte persone con disabilità spesso destinate ad aggravarsi in assenza di interventi riabilitativi Chiediamo il Vostro formale e sostanziale impegno: l’emergenza è reale, gli interventi indifferibili!  Organizzazioni promotrici e aderenti: Altramente; ANPAS - Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze; ARCI; Arciragazzi; ASC - Arci Servizio Civile Nazionale; Associazione Antigone; Associazione Nuovo Welfare; Auser; CGIL; Cilap-Eapn Italia; Cittadinanzattiva; CNCA; Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo “Franco Basaglia”; Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali; Coordinamento Nazionale Nuove Droghe; Federconsumatori; FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap; Fondazione Franca e Franco Basaglia; Forum Droghe; Forum Nazionale Salute Mentale; FP-CGIL; Gruppo Abele; Grusol - Gruppo Solidarietà; Handy Cup Onlus; INCA; IRES; Itaca - Associazione Europea degli Operatori Professionali delle Tossicodipendenze; Jesuit Social Network Italia Onlus; La Bottega del Possibile; La Rivista delle Politiche Sociali; Legacoopsociali; Mama Africa Onlus; Opera Don Calabria; Psichiatria Democratica; SOS Sanità; SPI-CGIL; Stop OPG; UIL; Uisp; UNASAM; Università Del Terzo Settore.
Trovo l'idea di collocare il capolavoro di Michelangelo al centro del Panopticon della casa circondariale di S. Vittore, in attesa della nuova e stabile sede nella sala dell'ex ospedale spagnolo al Castello Sforzesco, un colpo da maestro. Complimenti, quindi, a Stefano Boeri che spiega questa scelta con parole dense e ricche, capaci di evocare al tempo stesso visione e interpretazione del presente. Fare cultura a Milano significa anche "sparigliare". Questa scelta rimette al centro dell'attenzione un capolavoro un po' dimenticato, ci spinge a riflettere sul senso e sul significato contemporaneo del concetto di Pietà, prova a ridare centralità alla questione del carcere e al suo rapporto con la città. Oggi ne hanno parlato in diversi: Franco BomprezziGiuseppe Frangi e Adriano Sofri tra gli altri. Bene, continuiamo così.

Il confine tra città e periferia penitenziaria.

Ne parliamo domenica, al Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Porterò l'esperienza di Milano, anche a partire dal Consiglio comunale straordinario a San Vittore del 5 ottobre scorso.

Ora bisogna fissare la data delle primarie per la Regione Lombardia. Perché non il 2 dicembre? Non dimentichiamo la lezione di Milano... Non perdiamo altro tempo.

Claudio Schirinzi, oggi sul Corriere, scrive parole sagge sulle primarie del centrosinistra per la Regione Lombardia. Del resto l'esperienza stessa di Pisapia lo ha confermato.

Un candidato moderato?

"In passato la sinistra ci ha già provato con Masi e Martinazzoli. Senza successo. Forse più di ogni altra cosa servono un progetto chiaro e la credibilità di chi si impegna a realizzarlo."

Domani sera, di nuovo, sotto a Palazzo Lombardia per chiedere le dimissioni di Formigoni.

Lavoriamo tutti in queste ore perché domani non sia il classico raduno di ceto politico, senza pathos e senza milanesi. E' importante, domani sera, che a chiedere le dimissioni con un sussulto di dignità e indignazione siano i cittadini lombardi. Bene ha fatto il Sindaco Pisapia a chiedere una "ribellione civica". Forza, allora. Al lavoro.

A far cadere la giunta regionale non sarà la Lega che, al contrario, la ha sostenuta oltre ogni misura e decenza.

Un mio contributo su Arcipelago Milano.

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Domani è una giornata molto importante. Alle 15,30 si terrà un Consiglio comunale straordinario a San Vittore in cui discuteremo la proposta di delibera sull'istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. Il consiglio straordinario e la delibera nascono dall'iniziativa della sottocommissione Carcere che ho l'onore di presiedere e spero che sia un'occasione per promuovere maggiore consapevolezza sulle condizioni delle nostre carceri. Occorre sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che la detenzione non è l'unica forma possibile di pena: favorire le pene alternative consente una riduzione delle recidive e la liberazione di risorse per il miglioramento delle condizioni nelle carceri e promuovere più progetti di qualità per il recupero e il reinserimento delle persone che hanno commesso reati. In un momento di crisi è difficile parlarne, eppure è fondamentale: solo così potremo tutelare i diritti e, allo stesso tempo, costruire vera coesione sociale. In occasione di questa giornata, alle 17,30, presso la Casa della cultura ne discuteremo con Don Andrea Gallo, Franco Corleone e Mirko Mazzali. Image